CHIRURGIA ESTETICA SENO

Mastoplastica additiva

Il seno è una parte molto importante per una donna ed è sinonimo di femminilità e sensualità.
Un seno troppo piccolo o svuotato rappresenta per molte donne un disagio estetico in grado di dare un forte fastidio sia sul lato fisico che psicologico.
La mastoplastica additiva è volta a correggere l’inestetismo e ad aumentare il volume del seno con diverse tecniche sviluppate sul profilo del paziente in modo da ottenere risultati dall’aspetto naturale.
Per raggiungere questo scopo, si propone all’inizio un consulto personalizzato e individuale in cui le pazienti possono scegliere, insieme al chirurgo, la tipologia di intervento, se utilizzare le protesi o il proprio grasso corporeo (lipofilling).
È possibile inoltre visionare e provare le protesi in sede di consulto, andando a scegliere la misura che rifletta in modo del tutto realistico il risultato finale.
 

F.A.Q.

La mastoplastica additiva, è dolorosa? 

Il 95% delle pazienti da me operate di mastoplastica additiva, non ha riferito dolore post-operatorio, al massimo un lieve fastidio, che si può descrivere come quando una persona ha un muscolo indolenzito dopo aver finito una sessione di ginnastica ai pettorali.


Quale taglia di protesi mammarie è quella più adatta a me?

Questo è un dato da definire in base a moltissimi parametri, in base alla richiesta della paziente, alla sua costituzione, al peso, al tipo di pelle. Per aver un ottimo risultato bisogna prendere in considerazione questi e altri parametri e la scelta della corretta dimensione delle protesi verrà eseguita insieme, basandosi su un rapporto di fiducia tra paziente e chirurgo.


Dopo l'intervento di aumento del seno, avrò dei drenaggi?

Dipende da come la paziente reagisce all'intervento in sala operatoria, per cui io decido nel momento dell'atto chirurgico, avvisando sempre prima di questa possibilità. Fino adesso solo in un 20% le pazienti hanno avuto bisogno di drenaggi.


Cos'è la contrattura capsulare e l'incapsulamento?

Mi piace precisare che l'incapsulamento e contrattura capsulare sono due cose totalmente distinte. L'incapsulamento è quando il nostro organismo, crea un rivestimento elastico attorno alla protesi e segue i movimenti della protesi stessa; ogni protesi che abbia più di 6 mesi è incapsulata. E' una condizione totalmente fisiologica, normale. Mentre per contrattura capsulare si definisce quando questo rivestimento diventa duro, inestensibile in modo che “comprime” la protesi dando un aspetto innaturale, fermo e oltre ad essere un problema estetico può addirittura creare dolore nella paziente. La contrattura capsulare non è dovuta al chirurgo o al modo in cui è stato eseguito l'intervento, ma è come il corpo del paziente reagisce alla protesi mammaria. Per evitare questo, la paziente deve andare a tutti i controlli suggeriti dal chirurgo e ascoltare tutti gli accorgimenti nel post-operatorio, in modo tale che se vi è un inizio di contrattura capsulare, il chirurgo suggerisce quali contromisure prendere e la si può risolvere al 90% senza dover tornare in sala chirurgica.

Quando potrò tornare ad una vita normale dopo un intervento di mastoplastica additiva?

Una vita normale, senza fare sforzi, si può iniziare da 7-9 giorni dalla data della chirurgia; la paziente può iniziare a fare sport o palestra, senza utilizzare in modo eccessivo i pettorali a partire del mese; sport come nuoto, tennis, equitazione, pole dance o qualunque attività in cui si usano molto i pettorali, si potrà riprendere dopo che è passato il secondo mese dalla data dell'intervento di mastoplastica additiva.

Se in famiglia ci sono casi di tumori al seno, posso eseguire un intervento di mastoplastica additiva?

L'intervento si può eseguire senza problemi, prendendo degli accorgimenti, in modo tale da non toccare la ghiandola mammaria durante l'operazione chirurgica, per cui i controlli mammografici o ecografici successivi all'intervento saranno di facile esecuzione, come se la paziente non avesse fatto nessun tipo di intervento.

Potrò allattare dopo un intervento di mastoplastica additiva?

La risposta è assolutamente sì. Anche se l'intervento di mastoplastica additiva è eseguito prima di aver avuto una gravidanza, questo non pregiudica l'allattamento in una successiva gravidanza.

Quando si sostituiscono le protesi una volta inserite dopo un intervento di mastoplastica additiva? Le protesi mammarie fino a qualche anno fa, avevano una durata di circa 10 anni. Le protesi che utilizzo io, di ultima generazione, hanno una durata stimata di 25 anni, anche se la ditta dà una garanzia a vita del proprio prodotto.

Dopo l’impianto di protesi mammarie è possibile effettuare esami diagnostici?

Naturalmente sì. Ecografia, mammografia, risonanza magnetica e tomografia computerizzata potranno essere tranquillamente eseguiti, basta solo ricordare all'operatore che vi è la presenza di protesi.

Mastoplastica riduttiva

A volte per genetica, età,  eccessivo peso, post-parto o anche solo menopausa,  molte donne sono portate ad avere seni voluminosi in grado di dare disagi non indifferenti, come dolori alla schiena, irritazioni cutanee e irritazioni a livello del solco mammario fino alla formazione di vere e proprie dermatiti.
L'unica soluzione per risolvere tutto questo rimane la riduzione del seno (mastoplastica riduttiva).
La riduzione del seno ha il compito di risolvere tutti questi problemi tramite la ricerca di armonia tra forma e volume del seno con l’intero corpo. In questo modo si va ad alleggerire il volume e il peso delle mammelle donando sollievo alla colonna vertebrale e riducendo eventuali irritazioni.
All’intervento di riduzione del seno (mastoplastica riduttiva) è inoltre possibile aggregare altri tipi di interventi per rendere il tutto più armonioso e proporzionato con il corpo ( mastopessi, correzione dei capezzoli).

Mastopessi

Con l'andare del tempo il seno tende a seguire il senso naturale della gravità e a divenire più cadente.
Ciò avviene perché con gli anni, la pelle perde elasticità e non riesce più a sopportare il peso del seno.
Anche una mammella dalla forma e dimensione perfetta ma cadente può diventare un problema molto importante per una donna.
Un modo per riportare il seno alla sua naturale bellezza e alla sua posizione iniziale è l’intervento di mastopessi.
La mastopessi è una procedura chirurgica estetica in grado di sollevare e dare un aspetto più sodo al seno ceduto e molto “rilassato”.
Secondo il grado e il tipo di rilassamento verrà progettato, in accordo col paziente, un diverso schema chirurgico, con diverse tecniche e diverse tipologie di incisioni.
Il lifting del seno o intervento di mastopessi, può essere realizzato con o senza l’inserimento di protesi mammarie, o utilizzare la cosiddetta "autoprotesi",  dipendentemente dal tipo di tessuti che ha la paziente e da quale risultato desidera ottenere.


Correzione dei capezzoli

La correzione dei capezzoli si rende necessaria per diverse ragioni:
- congenite,
- dovute a processi infiammatori acuti o cronici
- per altre cause in grado di modificare la forma dei capezzolo o/e delle areole e per cui si può andare incontro ad alterazioni più o meno evidenti ed esteticamente non accettabili.

Esistono numerosi casi di alterazioni dei capezzoli, i più comuni possono essere classificati come capezzoli:
•    introflessi
•    eccessivamente proiettati
•    eccessivamente grandi
•    asimmetrici
•    in soprannumero
•    infossati
•    areole deformate o asimmetriche

In questi casi si esegue un intervento sulla zona interessata, capezzoli o areole, per rendere il complesso areola-capezzolo il più naturale e proporzionato possibile con il resto del seno e del corpo.


Malformazioni mammarie

Talvolta il seno di una donna può avere delle caratteristiche particolari dalla nascita che si mostrano in modo più evidente nel periodo dello sviluppo adolescenziale.
Avere un seno leggermente diverso dall’altro è una situazione normale, fisiologica.
Quando però questa differenza di volume, come nel caso delle asimmetrie mammarie e/o di forma, come nel caso della presenza delle mammelle tuberose o la sindrome di Poland, è molto evidente, si possono innescare tutta una serie di disagi psicologico-relazionali che possono condizionare negativamente la vita di una donna.
Per tutti questi casi esistono interventi specifici che riescono a donare un aspetto più naturale, uniforme ed estetico a tutte queste situazioni diverse.
L’intervento chirurgico per la correzione delle asimmetrie e delle malformazioni mammarie è variabile da caso a caso. Occorre studiare ogni paziente, la relazione tra le misure delle due mammelle, la struttura del torace e delle spalle e se i seni sono caduti o meno. Dopo un'attenta valutazione, si proporrà alla paziente la tecnica e l’utilizzo o meno di protesi, in relazione alla scelta più corretta e in accordo con il risultato che si vorrà ottenere.


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